La raffigurazione degli italiani nelle arti visive: da Artura Martini ai giorni nostri

Udine, sala riunioni Fondazione CRUP

— 23/03/2011

Università popolare di Udine.

 

Mercoledì 23 marzo alle ore 18.15, nella sala riunioni della Fondazione CRUP, il prof. Flavio Fergonzi dell'Università di Udine terrà una conferenza su La raffigurazinoe degli italiani nelle arti visive: da Arturo Martini ai nostri giorni. (con diapositive)

 

 

tematiche

Quali italiani raffigurano la pittura e la scultura del '900, dopo il ritorno all'ordine del 1920? AlI'inizio la divaricazione e netta. Si cerca di rappresentare gli italiani che non c'erano, quelli delia campagna di Strapaese, delia fiction letteraria, del passato mitizzabile dei riti di fondazione (Ia costruzione delle citta, la nascita degli imperi); Ie figure uscite dall'apprendistato accademico, come icone di una nuova serieta e compostezza. Oppure gli italiani che si sarebbero vol uti vedere, nei riti, risibili e baracconi, delle cerimonie fasciste. II recupero di una corporal ita sottile e inquietante (Scipione, Mafai, Fontana, Manzu) era una delle poche vie d'uscita lasciate aperte: tutti ci si buttarono con la scusa dell'idealismo crociano, che vedeva nello stile, e nel suo primato, il riscatto dalle costrizioni del soggetto.
E dopo la guerra, quali italiani irrompono nei quadri e nelle sculture? Per un buon decennio seri, valorosi e noiosi proletari, con Ie lore biciclette, Ie tute, gli scarponi, Ie mani squadrate, mica tanto differenti da quelli dei cartelloni delia propaganda fascista. Soltanto Guttuso capisce che c'e gente nuova nell'agenda delia pittura moderna: che si diverte e
balla iI boogie-woogie, che si spoglia in spiagge affollate, che si perde in interminabili discussioni politiche; e che celebra I'ultimo rito laico dell'ltalia postbellica nei funerali di Togliatti. La nuova generazione, quella di chi negli anni Sessanta ha tra i venti e i trent'anni, prova a rappresentare tipi nuovi: eleganti contestatori, finti guerriglieri in posa con i vestiti comprati a Londra; oppure fa un'operazione di-sposlamento aT"oggetto, dai corpi dei giovani italiani ai lore feticci, diventati una sorta di sostituto del loro corpo e del loro volto. Ci vorranno gli anni Ottanta per riportare la corporalita nei quadri e nelle sculture: ma museificata, indiretta, e tutto sommato opaca. La fotografia dei Novanta credera di rappresentare un dato oggettivo: trasferira invece sulle cybachrome solo la tensione dello sguardo, il senso indiretto dell'operazione del guardare, e i conti con la realta degli italiani saranno chiusi, in pittura, e nelle arti visive italiane, per sempre.