lunedì 13 maggio 2019, ore 14.00

e altre date

Scritture di governo in una repubblica aristocratica. Venezia e la Terraferma fra primo ’500 e primo ’600.

prof. Michael Knapton


Aula 7, Palazzo di Toppo Wassermann, via Gemona, n. 92- Udine

  • lunedì 13 maggio 2019, ore 14.00
  • martedì 14 maggio 2019, ore 14.30
  • mercoledì 15 maggio 2019, ore 10.00
  • giovedì 16 maggio 2019, ore 10.30

La modernità dello stato europeo all’inizio dell’età moderna – in entrambe le espressioni ‘moderno’ è un mero termine convenzionale, peraltro discusso e discutibile! – è tema vasto e perenne della ricerca storica. Quanto all’aristocratica Repubblica di Venezia, spentasi nel 1797, molto senno di poi dall’800 a oggi l’ha liquidata, assieme alla stessa forma-stato repubblicana, come anacronistica e perdente nell’Europa dei secc. XVI-XVIII. Ma già in quei secoli l’immagine dello stato veneziano prevalente nel dibattito politico passò dagli elogi del cosiddetto ‘mito’ alla condanna dell’‘antimito’. Senza pretendere di risolvere la discussione di questi temi, il corso vuole entrare almeno un po’ nel funzionamento (o malfunzionamento?) della Repubblica attraverso lo studio di scritture di governo, rapportandole al loro contesto d’impiego, agli attori politici coinvolti, agli scopi che esse dovevano raggiungere, ai risultati che effettivamente conseguivano, e così via.Insomma, l’idea è di cominciare a conoscere uno stato europeo d’Antico Regime dall’interno. Nonostante il corso duri poche ore, vorrebbe arrivare a toccare con mano, assieme, le fonti relative a una situazione specifica. Esso perciò mette a fuoco un periodo di un secolo circa, e si concentra sulle relazioni prodotte per le autorità della capitale da due tipi di figure che operavano nel dominio di Terraferma, che andava dal Friuli al Bergamasco, dalle Alpi al Po. Testi dovuti anzitutto ad autorevoli rettori (governatori) patrizi, che si alternavano circa ogni sedici mesi nei reggimenti (p. es. la luogotenenza del Friuli, con sede a Udine). E poi a ispettori patrizi plenipotenziari e itineranti (detti Sindici Inquisitori), mandati nelle province con frequenza soltanto sporadica. Disponiamo per fortuna di edizioni moderne, peraltro possedute dalle biblioteche Uniud, delle relazioni dei rettori e – in parte – dei Sindici, stilate in un linguaggio che oggigiorno è comprensibile con un po’ di sforzo e soprattutto di accortezza.