giovedì 28 febbraio 2019, ore 18.00

Retorica e follia

prof.ssa Raffaella Scarpa

Sala del Consiglio, Palazzo di Toppo Wassermann, via Gemona, 92

 Scuola di retorica applicata, ovvero: «Come prendere consapevolezza di come noi ‒ parlando e scrivendo ‒ facciamo alcune cose che crediamo di fare inconsapevolmente»; ma anche: «Come prendere consapevolezza di come gli altri ‒ parlando e scrivendo ‒ usino strumenti di cui è utile che conosciamo le funzioni e le finalità». Una scuola di auto-analisi che sia al tempo stesso una scuola di esercizio del pensiero critico applicato a un edificio sistematico, quello della retorica, che abitiamo con la stessa consuetudine con cui abitiamo la nostra lingua materna. Ci fa da guida Heinrich Lausberg: «Chi usa in pratica gli elementi dell’edifico sistematico non ha bisogno, seguendo un’azione che corrisponde a un elemento, di pensare che sta appunto attuando un elemento del sistema. L’attualizzazione è, in gran parte, diventata meccanica. Chi ha imparato a nuotare dopo una serie di lezioni, non ha bisogno di pensare, ad ogni movimento, alla funzione che ha il movimento nel sistema nel nuoto». Ecco: crediamo che sia opportuno, oggi, ritornare

a pensare a ciò che facciamo o riceviamo meccanicamente: anche per avere la libertà ‒ e il privilegio ‒ di potercene dimenticare.
Raffaella Scarpa insegna Linguistica italiana e Linguistica medica e clinica all’Università di Torino. Si occupa di stilistica e metrica italiana, di storia della lingua della medicina e di psicopatologia del linguaggio; nel 2013 ha fondato un gruppo di ricerca e lavoro “Remedia: lingua medicina malattia” che mira a mettere in luce e a rendere attivi, in un’ottica interdisciplinare, i rapporti che legano linguaggio, contesti clinico-sanitari e patologia. Tra i suoi ultimi volumi di ambito medico-clinico da lei curati: Le lingue della malattia. Psicosi, spettro autistico, Alzheimer (Mimesis 2016), Capitoli di storia linguistica della medicina (Mimesis 2019, con R. Piro).