SEMINARIO DI LETTERATURA ITALIANA - Le forme del paesaggio tra letteratura e cultura visuale

Durata: 28 ore

Programma

mod. 1, 10 ore, prof.ssa Silvia Contarini

Il cronotopo dell’idillio nel romanzo: forme, generi e riscritture

Il modulo si propone di indagare il cronotopo dell’idillio (Bachtin) e le sue applicazioni nel romanzo italiano fra Sette e Ottocento, a partire dai modelli europei di Goethe (I dolori del giovane Werther), Rousseau (La Nouvelle Héloïse) e Bernardin de Saint-Pierre (Paul e Virginie). Ci si concentrerà in particolare sul rapporto fra l’idillio e i generi dell’autobiografia, del journal intime e del romanzo epistolare, all’interno di un corpus di autori che comprende Giovan Battista Giovio (Il sepolcro su la montagna), Carlo Botta (Per questi dilettosi monti) e Foscolo (Ultime lettere di Jacopo Ortis), fino alla parodia messa in atto nei romanzi del «Conciliatore», preludio necessario alla riscrittura  problematica dell’idillio nei Promessi sposi di Alessandro Manzoni.

mod. 2, 10 ore, prof. Francesco Pitassio

Il paesaggio del dopoguerra europeo: distruzione, ricostruzione e modernizzazione

Il modulo si propone di interrogare la rappresentazione dello spazio urbano e della distruzione prodottavi dal secondo conflitto mondiale, così come il rendiconto della ricostruzione e della modernizzazione proposti dal cinema. Il modulo intende affrontare con particolare riguardo per alcuni elementi: l’emersione di una nuova condizione dell’esperienza urbana, attraverso le rovine, come esemplificato da film emblematici quali Germania anno zero (R. Rossellini, 1947) e Kana? (I dannati di Varsavia, A. Wajdam 1957) e meno noti, quali quelli appartenenti al filone del Trümmerfilm tedesco; la condizione della dislocazione nazionale, esemplificata da film quali Die letzte Chance (L’ultima speranza, L. Lindtberg, 1945) o The Search (Odissea tragica, F. Zinnemann, 1948) e dunque lo smarrimento di un “paesaggio etnico”; la modernizzazione del paesaggio, conseguenza della innovazione tecnologica, e il complesso rapporto tra cultura postbellica e modernismo, caratteristica del cinema documentario di Michelangelo Antonioni o della produzione di documentari industriali italiani, tra cui spicca il caso di Ermanno Olmi.

mod. 3, 8 ore, ciclo di conferenze, prof. Niccolò Scaffai, Università di Losanna

Letteratura e ecologia. Forme e temi di una relazione narrativa

Il modulo si propone di illustrare le relazioni tra ecologia e letteratura, apprezzabili non solo a livello tematico, ma anche sul piano dei procedimenti retorico-conoscitivi (come lo straniamento) e della costruzione del testo narrativo. Dopo aver presentato caratteristiche e limiti dell’Ecocriticism di origine statunitense, cercheremo di riflettere sugli obiettivi di una critica ecologica della letteratura che, da un lato, tenga conto dello sviluppo storico dell’idea di natura attraverso i secoli e i testi della tradizione (dal paradigma del controllo dell’uomo sulla natura, di ascendenza biblica e poi rinnovato nel pensiero cartesiano, al concetto di wilderness); e che, dall’altro lato, metta in luce la relazione tra storia, natura, paesaggio nella letteratura contemporanea. Per fissare le coordinate teoriche e storiche fondamentali, assumeremo una prospettiva comparatistica: faremo così riferimento ad autori come Sebald, Franzen, Ghosh. Ci concentreremo poi su opere e autori italiani, dal Novecento (Calvino, Pasolini, Rigoni Stern, Volponi, Ortese) alla contemporaneità (tra gli altri, Moresco, Pugno, Sarchi), in cui i temi ecologici entrano in relazione con le forme e i generi della narrazione. Vedremo infine come alcuni motivi e immagini ricorrenti (per esempio l’incombere dei rifiuti – dalle Città invisibili a Gomorra – e la rappresentazione di un’apocalisse avvenuta o imminente) corrispondano, anche in chiave allegorica, a eventi e dinamiche storico-sociali. L’obiettivo sarà anche quello di riflettere sul ruolo e insieme sulla specificità della critica letteraria nel sistema dei saperi contemporanei.


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