Libretti d'opera

Responsabile didattico: Rodolfo Zucco

Durata: 28 ore

Programma

Nota il Leopardi in una pagina dello Zibaldone (3949, 7 dicembre 1823) che nel secolo precedente «l’italiano era principalmente noto e considerato dagli stranieri come lingua del Metastasio, e per li drammi del Metastasio, insomma come lingua dell’Opera»; ed è sotto questa epigrafe che Gianfranco Folena pone il suo saggio su L’italiano come lingua per musica nel Settecento europeo. Questo l’esordio: «L’opera italiana, nella sua diffusione europea che si svolge lungo un secolo, dalla metà del Seicento [...] fino alla metà del Settecento, quando comincia a perdere il suo primato pur fornendo ancora a lungo il suo apporto vitale e innovatore, soprattutto col trionfo dell’opera buffa, crea per la prima volta in Europa sulle ali del canto e della musica un pubblico comune di spettatori, e anche di ascoltatori della nostra lingua, una lingua che non è qui indispensabile intendere ma soltanto ascoltare» (G. Folena, L’italiano in Europa. Esperienze linguistiche del Settecento, Torino, Einaudi, 1983, p. 219). Di questo «volto internazionale dell’italiano» (ancora con Folena) il corso intende fornire un profilo ricavato dall’analisi linguistica (sintattica e lessicale in primo luogo, ma sviluppata nelle implicazioni metriche e retoriche) di alcuni testi esemplari scelti nell’opera per musica di Pietro Metastasio e Lorenzo Da Ponte innanzitutto, ma con incursioni comparative in quella di Apostolo Zeno, Paolo Rolli e altri. Le lezioni proseguiranno saggiando gli sviluppi ottocenteschi di questa vicenda attraverso letture linguistiche da libretti ottocenteschi: Norma di Felice Romani, Rigoletto di Francesco Maria Piave, Falstaff di Arrigo Boito, La Bohème di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa.


Elenco corsi 2012/2013