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SCUOLA SUPERIORE
Via Gemona, 92
33100 Udine
Tel. 0432 249630/4

Filosofia e fisica

Durata: 14 ore

Periodo didattico: primo semestre

Programma

 

docente:

 

1° modulo prof. Salvatore Lavecchia - M-FIL/07

programma:

 

 

Le implicazioni della fisica relativamente alla natura del reale e al suo rapporto con l’osservatore verranno presentate nella seconda parte del corso.  Si iniziera` discutendo come, in fisica, la semplice nozione di “osservazione” venga generalizzata per mezzo di strumenti (che costituiscono, di fatto, un’estensione dei nostri sensi).  I dati cosi` ottenuti vengono utilizzati per costruire modelli della realta`, che risultano molto diversi dalle rappresentazioni spontanee basate sull’esperienza sensoriale immediata.  Una simile differenza fra apparenza e realta` e` gia` un interessante motivo di riflessione, ma e` con la fisica moderna che si hanno le sorprese maggiori.  In relativita`, nozioni come spazio e tempo acquistano significato solamente dopo che e` stato definito un sistema di osservatori, con procedure di misurazione ben precise.  E in meccanica quantistica il ruolo dell’osservatore diviene ancora piu` rilevante: anche ignorando posizioni estreme, secondo cui l’osservatore parteciperebbe alla creazione del fenomeno fisico, resta il fatto che gran parte delle cosiddette grandezze fisiche sono “contestuali” — la loro definizione e il loro valore non possono prescindere dall’esistenza di un apparato di misura.  Il corso terminera` con una discussione di alcune speculazioni relative al ruolo peculiare svolto dalla matematica nell’indagine del mondo.

  

2° modulo - prof. Sebastiano Sonego - MAT/07

 

programma: 

Titolo: Esperienza, immagine, realtà

Traendo spunto dalla lettura e discussione della celeberrima immagine platonica della linea (Platone, Repubblica  509d-511e), si approfondiranno alcune questioni fondamentali per ogni riflessione concernente i fondamenti conoscitivi della fisica: Quale rapporto sussiste fra soggetto osservante, esperienza e realtà osservata? Quale funzione assume la matematica nella mediazione fra soggetto e realtà? L'uso di immagini (di qualsiasi genere esse siano) manifesta o deforma la realtà?

 

A partire da questi interrogativi si cercherà di mostrare la radicale problematicità di qualsiasi prospettiva che presupponga una netta discontinuità fra osservazione, realtà in sé e immagine della realtà generata dal soggetto osservante.